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Comunicato 17/11/2018

Convocazione Assemblea dell'istanza mastodon.bida.im - Sabato 8 dicembre 2018

Proseguiamo con il percorso di riappriopriazione degli strumenti e piattaforme informatiche organizzando questa prima assemblea di instanza.
L'assemblea e' aperta a: tutt* gli/le iscritt*, alle persone del fediverso che interagiscono con mastodon.bida.im, a chi e' interessato alla creazione e promozione di nuove istanze di piattaforme di social network basate su software libero con lo scopo di creare una federazione di istanze in lingua italiana capace di coprire il territorio.
Dall'apertura, avvenuta a giugno di questo anno, l'istanza mastodon.bida.im ha raggiunto il numero di circa 1500 iscritti. Autogestione, condivisione di informazioni, discussioni, hanno caratterizzato positivamente questi mesi di sperimentazione in un percorso di riappropriazione degli spazi digitali. Vorremmo fare un passo ulteriore. Creare una comunità reale. Non solo virtuale. In questi mesi abbiamo potuto verificare come è possibile poter autogestire assieme un social network. Quello che vorremmo capire è se sia possibile fare un passo uteriore, riportare il virtuale nel reale. Capire cosa possiamo costruire assieme. Cosa dovremmo correggere. Se stiamo andando nella giusta direzione. E capire quanto uno strumento del genere potrebbe essere utile per il movimento.
Con questa assemblea avvieremo anche la raccolta di fondi per le spese vive del server.

Ore 11:00 accoglienza al Circolo Anarchico Camillo Berneri Bologna
Ore 11:30 scambio di pareri sull'istanza con creazione dei punti per l'assemblea, stato del server, stato costi, stato delle altre istanza nel fediverso, situazione del collettivo Bida
Ore 13:00 pranzo di finanziamento (a offerta libera sostenitrice!)
Ore 14:00 assemblea di nodo fino alle 17:00


Abbiamo immaginato questa scaletta per permettere la maggiore partecipazione possibile.
In caso di partecipazione e' necessario avvisare all'indirizzo mastodon[chiocciolina]bida.im

Comunicato 01/10/2018

Facebook compromesso? Esploriamo il Fediverso

Ci risiamo. Facebook, un'azienda che vale più di 500 miliardi di dollari, non è stata capace di difendere i dati dei propri utenti.
Qualche giorno fa siamo venuti a conoscenza dell'attacco subito. L'unica novità è che per la prima volta siamo stati avvisati. Sì, perché se non ci fosse stato il GDPR e la minaccia di servere sanzioni economiche, probabilmente non lo avremmo neanche saputo.
Tuttavia non conosciamo ancora nello specifico quali dati siano stati sottratti, da chi sia stato effettuato l'attacco e da dove sia partito. Forse qualcuno starà ora usando i dati biometrici degli account compromessi, o magari pubblicherà le nostre conversazioni riservate in qualche database.
Non sappiamo che fine faranno quei dati e probabilmente non lo sapremo mai. Però qualcosa la sappiamo. Sappiamo che facebook profila qualsiasi nostra attività e costringe gli utenti ad associare la propria identità all'account della piattaforma, con gravi ripercussioni per la privacy di ciascuno.
Facebook ha anzi, negli anni, adottato varie "contromisure" per contrastare le tattiche di autodifesa digitale, volte a mitigare l'invasione della propria sfera privata da parte di questa multinazionale: un utente non è più libero di creare alter-ego virtuali, pena la cancellazione dalla piattaforma.
Anche per questo motivo abbiamo creato un'instanza Mastodon. Un'instanza in cui un utente può creare tutte le identità virtuali che vuole senza bisogno di fornire numeri di cellulare o carte di identità. Un nodo in cui la privacy viene fortemente rispettata. Un'isola nella rete in cui gli indirizzi IP degli utenti non vengono registrati.
Per questo motivo, continuiamo a dire che l'unica soluzione è cancellare i propri account su facebook e scoprire i social network decentralizzati, esplorando il Fediverso.

Un'alternativa ai social network commerciali è possibile, oggi. Join Mastodon!

Comunicato 11/09/2018

Facebook censura? Mandatelo a quel paese, venite su Mastodon

Non abbiamo ancora visto il film su Cucchi (rimedieremo al più presto) ma intanto ne abbiamo visto un altro, bruttino, un po' banale. I buoni erano ragazzi arrabbiati contro le violenze degli uomini di stato, i cattivi le solite multinazionali senza scrupoli.
La trama: esce al Cinema "Sulla mia pelle", il film di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi e Jasmine Trinca che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, morto trentenne nell'ottobre 2009 dopo un pestaggio dei Carabinieri. A distribuirlo nelle sale è Lucky Red, uno dei principali player del mercato italiano. Contemporaneamente, va sul catalogo di Netflix. Spazi sociali e realtà associative, in molte città, decidono di proiettarlo pubblicamente e gratuitamente, perché quella terribile storia di ferocia in divisa raggiunga più persone possibile. Quasi tutte hanno adottato Facebook tra i canali su cui promuovere le proiezioni. Lucky Red dice a Facebook: ehi guarda, il copyright di quella roba è mio. E Facebook cancella eventi e messaggi dalla propria piattaforma. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, esprime dispiacere e amarezza per la cancellazione.
Una trama banale, abbiamo detto, perché è tutto scontato. Una delle più grandi corporation mondiali, che di mestiere lucra su parole e immagini dei suoi utenti, protegge i profitti di alti ricconi, oligopolisti del lucroso mercato della distribuzione cinematografica, senza badare minimamente al sodo della questione, che ricordiamo è sempre un uomo ucciso dai carabinieri. Beh, che altro ci si dovrebbe aspettare da Facebook?
Serve a poco sdegnarsi e invocare la libertà di espressione, Facebook è un privato e di quel che ci si carica fa quello stracavolo che gli pare. Quello che invece serve è mandarlo a quel paese, smettere di usarlo per promuovere iniziative dal basso e in generele smettere di perderci tempo. Serve e si può, perché l'alternativa c'è.
Esiste la tecnologia per creare un social network libero dalle logiche del profitto e rispettoso dei propri utenti. Si chiama Mastodon, è software libero. Ed esistono migliaia di server, liberamente federati tra di loro, non assoggettati alla schiavitù del copyright né al business predatorio dei dati.
Noi siamo Bida, un collettivo di attivisti e hacktiviste attivo a Bologna, e il 13 giugno abbiamo aperto a tutti un nodo (istanza) mastodon che mira a preservare tutti i buoni insegnamenti dell'esperienza di Indymedia, che lo scorso decennio ha fatto la storia della comunicazione libera e autonoma. Per iscriversi non vogliamo nessun dato, basta una mail e basta non essere fascisti, sessisti o razzisti. L'indirizzo è http://mastodon.bida.im. Qui c'è il nostro manifesto, che spiega a fondo la filosofia del progetto: https://mastodon.bida.im/about/more. Durante questa estate si sono iscritte oltre mille persone e si è formata una community vivace, che fa controinformazione e discute in maniera costruttiva e rispettosa degli argomenti più svariati, dai più seri ai più futili. Di fake news, intolleranza, atteggiamenti offensivi o denigratori non c'è mai stata nessuna traccia. Insomma, si sta benissimo.
La quotidiana riappropriazione degli spazi digitali è la migliore arma per combattere le idee di odio, la manipolazione delle informazioni, la profilazione invasiva. E' tempo per chi ha a cuore la libertà di abbandonare Facebook e aprire un account su un'istanza Mastodon, o se ne ha le conoscenze, di dar vita a un nuovo nodo.
La storia insegna che chi censura è destinato a soccombere.